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Mistress: chi è?

Quando si parla di una figura importante nel sesso come quella di una mistress sono tantissimi i dubbi e le perplessità più varie che nascono. Alcuni considerando questa particolare figura alla paria di una spietata padrona il cui unico scopo e obiettivo è semplicemente quello di causare dolore e sofferenza all’uomo oppure alla donna che al contempo veste i panni della parte sottomessa (abitualmente chiamata schiava o schiavo). Solitamente le mistress vestono in modo aggressivo (di nero) e utilizzano vari oggetti per aumentare ulteriormente la soddisfazione sessuale oppure la trasgressività.

Tutto questo rende le donne in questione delle vere e proprie maestre del sesso: sono coloro che possono portare alla gioia e felicità, al piacere sessuale più puro tutti quegli uomini che si rivolgono alle stesse. E non è un caso se al giorno d’oggi tali donne vengono apprezzate da un sacco di uomini particolarmente differenti. In effetti, ciò che offrono le mistress è il piacere dell’umiliazione, ovvero la possibilità di ammirare e percepire un aspetto del sesso particolarmente differente rispetto al solito. Una loro particolarità è legata al loro essere donne. Difatti, non è possibile parlare di mistress se ciò che si prende in considerazione è un uomo. Gli uomini, per definizione stessa, non possono mai essere delle mistress, ma semplicemente dei padroni oppure dei master.

Normalmente l’oggetto più comunemente rappresentato nella mano di una mistress è la solita frusta nera di pelle. Ma cosa significa la parola mistress? Parlandone, sembra proprio che il suo significato si rifaccia al significato di dominatrice e l’obiettivo di questa donna è proprio quello di dominare, eroticamente parlando, i propri partner. Da non confondere con il concetto di Dominant e Domme.

Dominant/Domme, semplicemente Padroni oppure Master: chi sono?

Il dominant è una persona di genere maschile che prende il controllo di una persona sottomessa. Ha comunque dei limiti e il controllo sulla parte sottomessa non è mai completo. Tali limiti vengono spesso e volentieri definiti da entrambe le parti in gioco. Solitamente, al di là della seduta di BDSM che viene praticata, il Dominant e la parte sottomessa interagiscono alla pari. Il concetto di Domme, invece, vuol dire la stessa identica cosa, ma si rifa semplicemente al genere maschile. Quindi un maschio può semplicemente essere Dominant, mentre una donna sarà sempre Domme. Le condizioni e i rapporti di forza, se così li si vuol chiamare, saranno sempre allo stesso livello e non cambieranno mai.

E per quanto concerne i padroni? In questo caso cambia poco, in quanto si tratta comunque di persone dominanti. L’unica differenza è che nel caso dei padroni il controllo può raggiungere dei livelli molto alti. Certo, tutto ciò che riguarda il rapporto BDSM vero e proprio va comunque chiarito tra entrambe le parti, affinché siano esse stesse a decidere il grado di sottomissione. Generalmente, non c’è alcun limite alla possibilità di sottomissione, se non il limite stesso chiarito dalla parte sottomessa.

Che sia il Dominant o il Padrone, bisogna sempre e comunque rispettare la volontà della persona di fermarsi senza procedere oltre. Infine occorre ricordarsi del concetto di Master: in questo caso il controllo della parte sottomessa è sempre totale e completo. Talvolta il termine Master si può indicare anche una persona che cede una parte dei propri diritti per un certo periodo del tempo al proprio padrone, almeno per una certa parte della sessione. Ovviamente, è la parte sottomessa stessa che deve voler cedere tutti i propri diritti al proprio Master. Inoltre, la parte sottomessa si rivolge sempre al padrone in questione proprio con la parola Master. Il rapporto, inoltre, può essere continuativo, come un vero e proprio matirmonio: durare 24 ore su 24, 7 giorni a settimana.

Switch: chi è?

Nel BDSM c’è anche un altro ruolo di cui bisogna ricordarsi: lo Switch. Come dice anche il nome, si tratta di quella persona che può cambiare e rivestire sia il ruolo di Dominante che quello di sottomesso. L’alternanza di ruoli non può comunque avvenire in una sola seduta di BDSM, ma, anzi, alternarsi a seconda dei partner oppure dei tempi differenti. Non solo: può anche alternarsi con lo stesso partner.

Per esempio, nel caso entrambi fossero degli Switch, potrebbero voler provare l’ebbrezza del sesso sia da Padroni che da Schiavi. In questo caso occorrerebbe comunque differenziare con un certo lasso temporale una sessione BDSM direttamente da quella successiva. Non si può mai essere sia sottomessi che dominanti nella stessa sessione per un semplice motivo: così si perde il bello del gioco.

Slave, pet o parte sottomessa: ecco chi è

Lo slave è il termine che indica lo schiavo o la schiava. Tale persone cede definitivamente e totalmente il controllo a un Master oppure a una Mistress. Non ci sono limiti e lo Slave è sempre obbligato a eseguire tutti gli ordini fornitegli dal suo Master. Per giunta, lo slave è anche obbligato a chiedere il permesso per poter fare qualcosa.

Senza ottenere il permesso del Master, difatti, lo Slave diventa limitato nelle azioni. Spesso e volentieri entrambe le parti (Slave e Master) sottoscrivono un contratto su cui specificano tutti i propri doveri e diritti. Quando si parla di Pet, invece, s’intende uno Slave in addestramento. In alternativa tale parola può anche essere utilizzata senza problemi da tutti coloro che fanno pet play.

Brat: chi è?

Nei giochi BDSM il termine brat viene usato raramente, ma in genere indica la donna (Slave) che ama ribellarsi al controllo e sfidare il Padrone, che può anche essere definito come Top. La varietà delle donne Brat è estremamente ampia e spazia dalle brat spocchiose a quelle chiamate S.A.M.: le Smart Ass Masochist, una donna in grado di provocare oppure sfidare il padrone.

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